Dicono di me
Recensione del maestro Antonio Vaccaro
sul primo libro "Mia Terra Addio":
Carmelo Caldone, un uomo del sud,un trapiantato, uno come me, come
tanti altri, costretto dalle dure necessità della vita ad
abbandonare fanciullo, il suo paese, la sua terra….
Uno strappo doloroso, una lacerazione di cui lo spirito porta vistose
cicatrici…
Fanciullo, ignaro del perché lasciare la propria terra, i
piccoli amici con cui si sono condivisi giuochi, sogni
d’avventura…
E proprio questo doloroso distacco, la lacerante nostalgia della terra
natia abbandonata perché avara con i suoi figli, con cui non
ha
saputo dare nutrimento, che sveglia in Carmelo uomo, il poeta.
Il poeta che con semplice versi liberi canta tutto l’amore
per la
sua terra, tutto il dolore per l’abbandono,il distacco che,
però è solo fisico.
Traspare dai suoi versi semplici e profondi che colpiscono
l’animo del lettore invitandolo a riflettere, come la
presenza
del paese,della sua gente si sia incarnata nel suo essere.
Mia terra Addio…”ho ancora nostalgia di te ma ti
penserò come ad una madre,che al suo grembo non mi ha
voluto” un verso, un grido una dolorosa lacerazione
dell’anima …Sono figlio reietto,ma ti
penserò come
ad una madre e penserò ,nel contempo le tue fiorite valli a
primavera.
Il poeta svela, grida il suo amore per la terra, per la sua gente
sparsa per la campagna, confusa tra gli ulivi secolari che,
”croci solitarie”, levano al cielo,
“percossi dal
vento”, “infuocati dal sole”, i rami
simili a
abbracci tese in un saluto, un addio,un abbraccio ardentemente voluto
ma non dato.
L’associazione Salvatore Orrù è felice
di avere
contribuito con Prospetta, alla pubblicazione di questo libro di poesie
di Carmelo Caldone. Tra le finalità
dell’associazione
culturale Salvatore Orrù, c’è proprio
quella di
promuovere la cultura,aiutare la conoscenza,rimuovere gli ostacoli allo
sviluppo della cultura.
Abbiamo ritenuto Carmelo Caldone degno dell’attenzione
dell’Associazione, abbiamo promosso questa pubblicazione con
l’auspicio che questa prima presentazione abbia un seguito
che
Carmelo continui a produrre versi capaci, come questi di deliziare il
nostro spirito.
Antonio Vaccaro
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